Un progetto culturale dell'Associazione Yoshin Ryu
Home Mostra Il Nō

Il Nō e le maschere

Fudo
Il teatro Nō non è sola rappresentazione scenica: la vicenda, gli attori, le maschere, la musica, la scenografia e il pubblico sono tutti “tasselli” fondamentali di un mosaico simbolico e ritualistico che ha radici profonde, e in cui lo spettatore deve essere consapevole di trovarsi di fronte a una trama teatrale che può rapportare a se stesso e alla sua vita.

La semplicità dello spazio scenico sottolinea ed esalta il valore archetipico del dramma, coinvolgendo lo spettatore nell’universo di valori e riferimenti simbolici e culturali richiamati dal teatro Nō. E’ la dialettica tra la scena, la ritualità del gesto degli attori, l’espressività delle maschere e il ritmo della musica Nō-gaku a permettere alla vicenda di dilatarsi ed esprimersi al di fuori delle tradizionali coordinate di spazio e tempo. Ne risulta un’immagine capace di suscitare profonde suggestioni sull’Uomo e le sue passioni, a cui il pubblico può accedere previa la conoscenza delle vicende narrate e la disponibilità ad abbandonarsi alle emozioni, partecipando nell’intimo alla rappresentazione.

L’attore Nō indossa sontuosi costumi, parrucche variopinte e le maschere (omote), protagoniste delle vicende: rappresentano dèi, demoni, guerrieri o donne con lo scopo di far affiorare passioni, brame e sentimenti; tensioni profonde che si celano nella psiche umana. Nonostante la loro apparente “staticità” espressiva, le omote, grazie alla maestria di coloro che le intagliano seguendo secoli di tradizioni, riescono a permettere la manifestazione di un’ampia gamma di sentimenti, così come avverrebbe nel volto umano stesso.
L’intagliatore prima, e l’attore successivamente, devono essere entrambi conoscitori della psiche umana e dei suoi travagli: le modificazioni degli stati d’animo sulla scena durante il dramma avvengono esclusivamente grazie alla capacità delle maschere di modificare espressione a seconda di come la luce rifrange sulle loro linee, e alla bravura dell’attore di compiere minimi movimenti per modificarne l’espressione, pur essendo praticamente impossibilitato alla vista. Giocando sugli effetti di rifrazione della luce da parte delle maschere, l’attore saprà far loro assumere stati d’animo differenti dando corpo all’intreccio delle vicenda e permettendo al pubblico di coinvolgersi e vivere, su di sé, le emozioni raccontate ed evocate nel dramma.

In un percorso fortemente simbolico ed emotivo, lo spettatore è condotto dalle maschere lungo un cammino religioso e magico, oltre che artistico, allo scopo di indagare le proprie emozioni e contraddizioni, rispecchiandosi nella realtà umana e dando a ciascuno la possibilità di rispecchiarvisi, per tentare di armonizzare le proprie tensioni.

Cos'è il Teatro No Informazioni di biglietteria             Contenuti multimediali             Percorsi Didattici             Orari e informazioni generali