La Mostra
Luci soffuse, ombre rivelatrici e il ritmo della tradizionale musica Nō-gaku, vi condurranno in un percorso emotivo e unico in una delle rappresentazioni più suggestive della cultura giapponese.
Il Nō è tra le forme più antiche di teatro nipponico: sviluppatosi intorno al XIV secolo è giunto fino a noi pressoché immutato.
I protagonisti dei drammi Nō sono donne, dei, guerrieri e demoni che indossano sontuosi costumi e meravigliose maschere intagliate nel legno, le Omote, di cui venti esemplari sono esposte a Palazzo Barolo, nella mostra curata e allestita dall’associazione Yoshin Ryu.
Maschere, esposte in teche o al vivo, che comunicano a chi vi si riflette non solo storie di visi o di personaggi singolari, quanto manifestazioni dell'interiorità stessa dell'Uomo. Ogni maschera porta con sé la massima rappresentazione di un'emozione, di un sentimento, di uno stato interiore che si fa esteriore.
Intorno e dietro a tali oggetti scultorei si dispiega un mondo magico e misterioso: dalla loro genesi e costruzione alla funzione scenica e interpretativa nel Nō, il percorso espositivo racconterà al pubblico un nuovo e poco conosciuto capitolo della cultura giapponese.
Un particolare Dōmō Arigatō a:
Miyakawa Adele e Zenjiro, Nomura Ran Sensei, Takahashi Yasuko, Kita Toshiyuki.
Miyakawa Adele e Zenjiro, Nomura Ran Sensei, Takahashi Yasuko, Kita Toshiyuki.

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